| Pane-carcere |
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Il connubio pane-carcere Nonostante i dati di crisi del settore, sembra che il connubio pane-carcere funzioni. A dimostrarlo le iniziative che stanno caratterizzando lo scenario nazionale, e gli innumerevoli Istituti Penitenziari coinvolti in progetti di reinserimento sociale a favore dei detenuti impegnati prima in corsi di formazione per panettieri e poi nella produzione e distribuzione di pane e suoi derivati. Diversi sono i finanziatori, anche se il più delle volte la gestione del laboratorio spetta ad una cooperativa sociale. Produzione di pane e derivati in carcere. Alcuni esempi a livello nazionale - Carcere Marassi di Genova- il pane prodotto dai detenuti viene distribuito a prezzo calmierato nei mercati rionali del capoluogo ligure, contro la crisi e il caro spesa, grazie ad un Protocollo d’intesa con l’Amministrazione penitenziaria, la Cooperativa sociale Tara e il Comune. Alla produzione del pane si aggiunge quella dolciaria: panettoni, pandolci e la “Colomba ricercata”, la colomba pasquale prodotta da alcuni detenuti e detenute di Pontedecimo e Marassi, con un accordo che ha coinvolto la ditta Preti di Sant’Olcese e per la distribuzione, il circuito della Coop della Liguria, del Piemonte e della Lombardia. In più vengono preparate focacce genovesi da distribuire anche fuori regione. La cooperativa che gestisce il laboratorio sta anche cercando nuove vie di specializzazione attraverso la sperimentazione della fabbricazione di prodotti per celiaci, acquistando nuovi macchinari e utilizzando altri spazi all’interno del carcere di Marassi, dando così lavoro ad un numero maggiore di detenuti e permettendo loro di acquisire sempre più qualificazione. L’intento è quello di conquistare nuovi mercati come quello di farmacie e punti vendita specializzati. - Casa di reclusione Due palazzi di Padova: i detenuti assunti dal consorzio sociale Rebus producono dolci in particolare panettoni (“i dolci di Antonio”) e la Noce del Santo (“dolci di giotto”), tanto buoni e di qualità da diventare famosi. Il primo, forte dei premi ricevuti dall’Accademia italiana della cucina, dai riconoscimenti del Club Papillon, dalle lodi del Gastronauta Davide Paolini, è stato consacrato alle cronache nel Meeting di Rimini del 2008, con una produzione di 5 tonnellate in parallelo alla grande mostra sul carcere con esperienze di umanità da tutto il mondo. Il secondo invece è più giovane. Nasce nel giugno 2009, durante la Tredicina del Santo, in stretta collaborazione con i frati della basilica ed è una riproposizione in chiave moderna dei dolci medievali, con una selezione degli ingredienti (noci e frutta secca, farine speciali, miele) basata su una lunga e accurata ricerca storica. Nel mese di luglio 2009 i due dolci hanno allietato i banchetti in occasione del G8 dell’Aquila. Attualmente nei percorsi di inserimento lavorativo sono coinvolti un centinaio di detenuti, di cui 80 all’interno del carcere e 20 all’esterno. - Carcere di Terni: nel 2003 la cooperativa sociale Frontiera Lavoro avvia alcuni corsi di formazione professionale nell’ambito del progetto “Aster”, finanziato dal FSE, per la promozione di azioni a favore dei detenuti nel settore della panificazione. L’anno successivo viene realizzato un laboratorio di panificazione pasticceria all’interno della Casa Circondariale. Il “Forno Solidale” è gestito dalla nascente cooperativa sociale di tipo B “Gulliver”che si occupa delle fasi di produzione e della commercializzazione di pane e prodotti da forno, e della gestione dell’inserimento lavorativo dei detenuti. Nel “Forno Solidale” si realizzano quotidianamente diversi prodotti, destinati ai detenuti dell’istituto penitenziario e commissionati da aziende esterne del territorio: biscotti, crostate, pizza, focacce, pane di ogni genere. Inoltre, buffet dolci e salati, pan di Spagna, ciambelle, tozzetti, grissini e sostituti del pane. Nel 2006 il Forno Solidale viene riconosciuto a livello nazionale come “buona prassi”. - Carcere di Opera- Milano: la Cooperativa il Giorno Dopo Onlus Scarl gestisce il laboratorio di panificazione all’interno del Penitenziario. La Milano Ristorazione Società, società che gestisce la ristorazione scolastica a Milano ha affidato, con trattativa diretta, la fornitura di pane per il servizio di refezione scolastica ed altre utenze. - Carcere Dozza di Bologna: dall' ottobre 2008 è stata avviata una produzione di pane da parte dei detenuti “fornai”. Il pane viene distribuito presso i punti Camst a prezzi competitivi. Il progetto è stato promosso dall’assessorato comunale al Commercio e finanziato dalla Fondazione Del Monte. Il panificio è stato dato in gestione al fornaio Valentini, che ha curato anche la formazione dei detenuti. - Carcere di Pavia: la cooperativa il Convoglio gestisce in regime di subappalto tutta l'attività di produzione e vendita del pane destinato ai detenuti ed agli operatori dell'Istituto. Relativamente a questa attività, nel primo semestre 2003 è stato effettuato, all'interno del carcere, un secondo corso FSE di panificazione, che ha qualificato 8 allievi, di cui tre attualmente lavorano presso l’Istituto. - Carcere di Siracusa: biscotti alle mandole e pasticceria bio prodotti dal laboratorio gestito dalla cooperativa sociale ''L'Arcolaio'', dal 2004 socia di Libera, che attualmente gestisce il panificio-biscottificio del carcere. Questi prodotti con il marchio "Dolci evocazioni" sono distribuiti sul territorio nazionale all'interno della Rete autogrill. Corsi nel settore della panificazione: - Carcere di Pisa: “Dolce e salato", realizzato dal Consorzio Copernico, il progetto di formazione professionale ha coinvolto 15 uomini e 15 donne che hanno appreso il mestiere della produzione di pane, pasticceria e prodotti di pizzeria. - Carcere Mammagialla di Viterbo: nel 2008 20 detenuti hanno conseguito una qualifica professionale grazie ad un corso di 250 ore, finanziato dalla Regione Lazio, gestito da Enaip Lazio. Il progetto coinvolge il Prap e 13 carceri laziali con 16 moduli di formazione professionale, 12 di alfabetizzazione informatica, 10 moduli per il consolidamento di competenze trasversali, 11 percorsi di orientamento e 50 tirocini di orientamento all’interno e/o all’esterno del carcere. Il corso per Operatore addetto alle produzioni di Pasticceria è stato tenuto da due artigiani di Viterbo – Maurizio Deci ed Ermes Lombardelli, titolari in città della pasticceria ‘Lombardelli’ – con l’obiettivo di creare, a medio termine, un marchio e la produzione di una linea di biscotteria secca di qualità con utilizzo di prodotti biologici e promozione di dolci tipici. Il laboratorio attrezzato del carcere potrebbe diventare luogo di produzione e punto di raccordo tra diverse realtà ed esperienze. |



